RECENSIONE “I signori del doping” di Sandro Donati: un giallo di fantasia tra strafalcioni e mania di persecuzione

Era prevedibile che Sandro Donati avrebbe cercato di scuotere il clima Olimpico riproponendo ancora una volta l’assurda teoria del complotto cui da anni ci ha abituato. E infatti il suo libro “I signori del doping – Il sistema sportivo corrotto contro Alex Schwazer” è stato pubblicato il 20 luglio, con un ritardo di 4 mesi rispetto alla prima pubblicazione annunciata, probabilmente perché l’allenatore di Monte Porzio Catone ha vanamente atteso un esito diverso della squalifica più sacrosanta e chiacchierata d’Italia, ed ha poi dovuto rimodulare il testo in modo che potesse essere fruibile al pubblico in tempo per lanciare altre abnormi accuse contro le istituzioni mondiali antidoping, proprio in occasione dei Giochi Olimpici di Tokyo. Un libro che potrebbe essere un intrigante giallo di fantasia con protagonista un inedito 007 dell’antidoping, ma è solo la ricostruzione della realtà (distorta) vista dagli occhi di un attempato allenatore che molto probabilmente è stato fregato dal suo atleta.

Dopo la prefazione del giornalista Attilio Bolzoni, che con religiosa fede nella teoria del complotto si è avventurato ad affiancare la parola ATLETICA al lurido termine MAFIA, mancando di rispetto a se stesso e a chi la vera mafia l’ha combattuta e la combatte ogni giorno, il lettore si può già rendere conto che si troverà catapultato in una dimensione parallela. Una ammucchiata neanche troppo ordinata dei ragionamenti bizzarri e spesso incoerenti che Donati ha fatto in questi anni, che da anche eccessivo credito alle parole di Alex Schwazer, non certo noto per la sincerità delle sue dichiarazioni fatte nelle udienze dei vari processi (penali e sportivi) e nella sfilza di memorie di “confessione” zeppe di affermazioni contrastanti e sistematicamente modificate ad ogni successiva versione, alla ricerca di immeritati sconti di pena. Donati ci regala anche lo strafalcione del “legamento crociato esterno del ginocchio” (magari un libricino di anatomia poteva essere di aiuto) ed una personalissima reinterpretazione del passaporto biologico steroideo, innovazione scientifica e nuova arma della lotta al doping che evidentemente non comprenderà mai, nonostante affermi ancora di essere stato un consulente della WADA.

Nelle sue teorie complottistiche Donati si appoggia molto alle decisioni (comunque controverse e illogiche) prese recentemente dal giudice di Bolzano Walter Pelino, spingendosi ancora ad attacchi impropri verso le istituzioni sportive WADA, WA e CIO e suoi componenti, con accuse infondate nei confronti di Thomas Capdeville e del quotatissimo esperto antidoping Pierre-Edouard Sottas; viene il sospetto che Sottas sia stato preso di mira solo perchè in realtà era stato lui e non Donati ad attivare i controlli antidoping su Schwazer che poi lo trovarono positivo all’EPO prima delle Olimpiadi di Londra, tutto questo avvenuto a giugno 2012 (e non a luglio 2012 come Donati afferma citando nel libro le sue tardive email), grazie anche all’accordo con l’allora antidoping IAAF (vedesi anomalie del passaporto biologico sottolineate anche dall’email di aprile 2012 del Dott. Giuseppe Fischetto) e alle indicazioni del maresciallo dei Carabinieri Renzo Ferrante (guarda caso mai menzionato nel libro).

Donati fa sembrare che tutto il mondo dello sport e dell’antidoping ce l’abbia con lui, infatti non dimentica di parlare in modo velenoso di nemici vecchi e nuovi come Sebastian Coe, Luciano Barra, Franco Bragagna, Leonardo Gallitelli, Ottaviano Iuliano e l’Arma dei Carabinieri, Giuseppe Fischetto, Pierluigi Fiorella, Augusto Frasca, Michele Didoni e addirittura anche l’avvocato della WADA Marco Consonni,  perché il ragionamento è piuttosto semplice: se non appoggi Donati puoi essere solo contro di lui. Dall’altro lato il “maestro dello sport” non può esimersi da citare come ringraziamento il Presidente Giovanni Malagò, Carlo Mornati, la schiera di giornalisti fedelissimi come Valerio Piccioni, Giuseppe Toti, Leandro De Sanctis, il mattatore della “scritta Racines sulle provette” Xavier Jacobelli, Marco Marangoni (che nonostante il doppio ruolo di giornalista/carabiniere di Bolzano è sempre informatissimo), e il giornalista Emanuele Piano (Nemo RAI2), per il quale purtroppo Donati dimentica di menzionare la sanzione inflittagli dal Consiglio di disciplina dell’ODG del Lazio nel 2019, proprio perché nella sua inchiesta giornalistica sul caso Schwazer, ritenuta in giudizio poco bilanciata, violò il “Testo unico dei doveri del giornalista” non rispettando la verità sostanziale dei fatti.

Non potevano infine mancare i ringraziamenti agli esperti di marcia Mario De Benedictis e Alessandro Pezzatini, entrambi esempio di coraggio nello sposare il progetto di rinascita dell’atleta Schwazer, progetto che poteva essere anche intitolato usando lo slogan del noto spot “Ti piace vincere facile? ponci ponci po po po…”. Al di là delle numerose citazioni, per chi non lo avesse ancora capito, la SHITSTORM (tempesta di cacca) continua generata da questa patetica vicenda con la complicità di molti giornalisti, altro non è che l’appendice di una operazione di marketing iniziata nel 2015 (o forse già nel 2013) che si è dovuta riadattare nel tempo vista la nuova positività del 2016, e che speriamo si concluda con questo libro, allungato di un centinaio di pagine solo perché Donati copia/incolla tutta l’ordinanza di archiviazione del giudice Walter Pelino, quella si un vero documento che in realtà mostra come la giustizia ordinaria non sia affatto preparata e non abbia a disposizione una legge adeguata, aggiornata ed adatta per affrontare questioni di doping, in particolare le positività degli atleti.

Occorre sottolineare nel dettaglio quattro  controverse affermazioni di Sandro Donati contenute nel libro, ma ciò non è uno spoiler perché nelle pagine de “I Signori del doping” ci sono tantissimi contenuti discutibili da verificare che un curioso lettore potrà divertirsi a trovare da se. Succede a volte che l’uomo in sovrappeso affermi che un panino con salsiccia e gorgonzola contiene pochi grassi, ed in fondo la questione dipende dai punti di vista, come confermano questi esempi di sincerità:

  • Donati afferma che Schwazer non aveva l’asma e anche lo stesso atleta gli avrebbe detto di non aver mai avuto crisi allergiche o asmatiche. Tali affermazioni si scontrano con la realtà di tre referti di Schwazer firmati da tre diversi medici nel 2003, 2008 e 2011: per tutti la valutazione è “asma bronchiale” o “disturbi asmatici” e “allergia” con annessa appropriata terapia di farmaci, e ciò era già verbalizzato in tribunale a Bolzano. Ma il fatto clamoroso è che la medesima diagnosi è stata confermata anche nel giugno 2016 nella visita pneumologica preolimpica sostenuta da Alex Schwazer presso l’Istituto di medicina del CONI, ambiente che Donati conosce bene. Saranno impazziti tutti i medici o anche l’Istituto di medicina del CONI ce l’ha con Donati?
  • Donati afferma che nel controllo antidoping che trovò positivo Schwazer al testosterone nel gennaio 2016 “il dato anomalo riguardava il rapporto tra il testosterone e un altro ormone chiamato epitestosterone che solitamente è pari a 1, ma nell’urina del 1° gennaio 2016 era leggermente al di sopra. I documenti di analisi certificano che il rapporto T/E di quella urina in realtà era di 3.45, valore molto più alto del solito 1, notevole anomalia che indusse, come da procedure, l’analisi IRMS che rilevò con certezza la presenza di testosterone esogeno. Forse per Donati “leggermente al di sopra” significa il triplo del solito valore?
  • Donati continua a ribadire di essere stato un consulente della WADA. Nel 2013, quando io avevo iniziato ad aiutarlo nelle sue “indagini” (ingannato dal fatto che mi fosse stato presentato come “consulente della WADA”), mi scrisse la richiesta che si può leggere nell’email originale in immagine:
    A parte la richiesta anomala fatta a me, che ero solo uno degli organizzatori della gara di Lugano (tale informazione sui controlli doveva essere già in possesso della WADA e comunque non sarebbe stato un problema per l’agenzia reperirla tramite i canali ufficiali),  un vero “consulente WADA” come fa a non sapere cos’è un DCO, acronimo arcinoto di Doping Control Officer?
  • Donati nel libro ha più volte fatto riferimento al “database della vergogna” per cui accusa le istituzioni antidoping di immobilismo nonostante secondo lui contenesse evidenze di doping.  In realtà il “database” era più che lecito e noto anche alla WADA, infatti altro non è che un foglio di excel periodicamente aggiornato dal Dott. Fischetto che conteneva i risultati di analisi antidoping (gran parte estratte dal sistema ADAMS) utili a indirizzare ulteriori e specifici controlli antidoping su determinati atleti sospetti, ma non abbastanza per squalificarli tout court. Donati sostiene di aver rinvenuto nei file sequestrati al Dott. Fischetto questo “database” che finirà in possesso anche della TV tedesca ARD (Hajo Seppelt) e del Sunday Times. Si sono fatte diverse ipotesi su come del materiale contenente dati sensibili degli atleti e sequestrato dall’autorità giudiziaria italiana possa essere finito così facilmente in possesso dei media, ma Donati omette di dirlo. La risposta infatti non è nel libro ma è nelle dichiarazioni che fa il giornalista Emanuele Piano durante la sua udienza davanti al consiglio di disciplina nel gennaio 2019, dove dirà in modo inequivocabile “è Donati a passare quei file a Seppelt…”.
    E’ lecito per un presunto “consulente WADA” (o consulente della Procura di Bolzano) diffondere alla stampa e ai media il materiale sequestrato dall’autorità giudiziaria?

Questa recensione è ovviamente solo un assaggio, che dovrebbe invogliare i più temerari ad affrontare il viaggio nel mondo psichedelico del complotto, pertanto l’invito accorato è di leggere “I signori del Doping” di Sandro Donati, ma magari con occhio critico e senza atteggiamento di religiosa accondiscendenza. Quando avrete finito ci sarà un altro libro da leggere, un testo con contenuti veritieri e verificati, che vi farà osservare la vicenda Schwazer da una prospettiva più reale. Il libro verrà pubblicato a dicembre ed ha come titolo “A.S. – Acido Solforico | una storia di doping e manipolazione mediatica” e potete già prenotarlo in anteprima da qui > Prenota libro.

CATEGORIE: Doping | Notizie | Pubblicazioni
TAGS: