Malagò, Schwazer e l’uomo che non capiva troppo

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Abbiamo raccolto un elenco (dettagliato ma che comunque non si può definire completo o esatto al 100%) dei casi doping italiani condannati dalla giustizia sportiva e poi assolti o archiviati da quella ordinaria, anche con motivazioni sorprendenti; sono inclusi anche 4 casi di condanna tra cui patteggiamenti e pene molto “morbide”. La Legge 376/2000 è in effetti più vecchia di 21 anni rispetto al nuovo codice mondiale antidoping e alle nuove procedure di indagine ed analisi della WADA che segue, e purtroppo sempre rincorre, l’evoluzione e le tecniche del doping.

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Giustizia Sportiva VS Giustizia Ordinaria

Prendendo in considerazione solo le positività al doping e coinvolgimento di medici, sono i casi più famosi di cui si trovano in rete informazioni complete relativamente a procedimenti della giustizia sportiva e corrispondenti procedimenti della giustizia ordinaria. Nella lista non sono inclusi i casi di persone meno note che sono state condannate da entrambi le giustizie con prove schiaccianti, perché ad esempio gli hanno trovato in casa o in auto steroidi in grande quantità. Chiunque è invitato alla lettura e a segnalarci eventuali correzioni o integrazioni che si possono fare all’elenco.

Nell’elenco non sono scritti volutamente i dettagli specifici caso per caso, ma in più di una occasione (non solo per il secondo caso doping di Schwazer in cui fu trovato positivo al testosterone) la giustificazione usata per cercare di salvarsi dal o nel processo penale, è stata lamentarsi di un complotto ai propri danni o dell’interruzione della catena di custodia dei campioni o di un errore nelle analisi; motivazioni irrilevanti per la giustizia sportiva ma che per quella ordinaria sono spesso ampiamente sufficienti per assolvere. Dopo la lettura dell’elenco verrà da pensare che forse noi appassionati di sport pulito siamo come “L’uomo che non capiva troppo” dei comici Lillo e Greg: o siamo noi a non capire o chi ci parla si esprime apposta in modo incomprensibile per impedirci di comprendere.

Il nostro Illustrissimo Presidente Giovanni Malagò, ieri ha ribadito alle Iene che “La sentenza del giudice di Bolzano è estremamente chiara, non si può non tenerne conto. Schwazer è una persona innocente, questo è assolutamente un dato di fatto”,  omettendo ancora una volta di dire che nel caso specifico non si tratta di  sentenza ma di ordinanza di archiviazione basata su “teorie prive di fondamento”, come affermato dalla stessa WADA.

Non dubitando che il ragionamento del nostro Presidente del CONI sia corretto, questo allora deve valere per tutti e non solo per gli atleti che gli stanno particolarmente a cuore, detto che sulla medaglia rubata a Giorgio Rubino (Barcellona 2010) siamo piuttosto rassegnati, del resto lui non è cosi importante per il CONI rispetto all’altoatesino, e Malagò lo ha ampiamente dimostrato con le numerose parole spese in favore di Schwazer e quelle mai dette per Rubino. A questo punto il Presidente potrebbe almeno attivarsi, magari coinvolgendo Valentina Vezzali, per riabilitare persone dichiarate innocenti dalla giustizia ordinaria da vere sentenze, come il Dott. Michele Ferrari ed il Dott. Carlo Santuccione (deceduto nel 2017). Del resto se guardiamo fuori da nostri confini, per la Russia (stato sovrano al pari dell’Italia) il Dott. Rodchenov è un ricercato a livello internazionale perchè stato arrestato in contumacia per aver inventato lui la storia del doping di stato russo; la giustizia ordinaria russa ha infatti stabilito che lui ha inventato tutto cospirando contro la sua nazione, quindi gli atleti russi possono considerarsi innocenti. E magari anche per i russi, Santuccione e Ferrari, la trasmissione delle Iene potrebbe aiutare lanciando altre petizioni online.

 

 

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